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Conservare il seme per preservare le passioni del passato. Fabio Bona agricoltore ai tempi di Facebook.
Fabio Bona, giovanissimo agricoltore proveniente da una famiglia di allevatori, ha sin da bambino una grande passione per il lavoro a contatto con la terra. Superate le iniziali ritrosie della famiglia ad intraprendere la coltivazione della cipolla Presìdio, Fabio raccoglie la sfida con determinazione e la volotà di mostrare che la scelta intrapresa porterà un buon raccolto e profitti a tutti. Al centro della sua idea di agricoltura è il valore del confronto con i saperi dei suoi avi bilanciati criticamente con la volontà di innovare sperimentando giorno per giorno. E' a partire dalla convinzione che il valore della comunità si misuri attraverso la possibilità di poter stabilire confronto che Fabio cerca di coinvolgere , tra alterne fortune, i suoi coetanei spiegando loro i benefici e i valori che derivano da un sano rapporto con la terra e con ciò di cui l'uomo si nutre.
Dal seme alla cipolla.
Rimasta a casa per accudire il figlio neonato, Paola Platinetti inizia a dedicarsi all'orto e solo in un secondo tempo si dedica alla coltivazione e alla riproduzione della cipolla bianca di Cureggio e Fontaneto. Recuperati una cinquantina di semi da anziani vicini di casa, produce i primi piantini per scongiurare la scomparsa di questa particolare varietà. Anno dopo anno, con lo strutturarsi del Presìdio e del gruppo di produttori aumenta la richiesta di piantini di cipolla e Paola, aiutata dal marito, decide di attrezzarso acquistando anche una macchina per il primo trapianto delle piccolissime cipolle. Dal racconto dettagliato del ciclo vitale della cipolla, dai suoi ritmi vitali, dettati dall'alternanza delle lune, emerge un grande amore per questo prodotto. Paola poi riconosce la bontà del progetto, fondata sulla capacità della Pro Loco di costruire un gruppo, farlo crescere senza alcun interesse altro che l'amore per il territorio e le tradizioni locali.
Dall'orto degli anziani alle tavole dei buongustai. Nascita del Presìdio Slow Food della cipolla di Fontaneto e Cureggio.
Eraldo Teruggi, dal 2008 è presidente della Pro Loco di Fontaneto d'Agogna. La Pro Loco di Fontaneto è stata da sempre caratterizzata da uno spiccato interesse per la cultura enogastronomica, con un occhio di riguardo per ciò che il territorio circostante offre. Eraldo ci racconta del suo impegno quotidiano finalizzato allo sviluppo di una cultura del cibo improntata alla qualità e alla tutela della biodiversità. L'organizzazione di serate dedicate alla cultura culinaria e alla degustazione è il tratto distintivo della ProLoco. E' da questo interesse per i prodotti della tradizione locale che nasce il progetto di recuperare dell'oblio una varietà di cipolla anticamente coltivata solo in quella zona. Nasce così una "pazza idea" far riconoscere la Cipolla bionda di Fontaneto e Cureggio Presidio Slow Food.
Dalla terra alla tavola (parte 1). Abbandonare un sistema economico fallimentare per l'uomo.
Gianluca Zanetta, giovane quadro di un'azienda laniera, intuisce prima di molti altri, le storture di un sistema economico sempre più sbilanciato sulla finanza e privo dello slancio necessario a competere su mercati globali. Tra lo stupore di famigliari e amici, Gianluca e la moglie decidono di lasciare i rispettivi impieghi e dedicarsi completamente alla ristrutturazione di un antico cascinale, oramai in rovina, nel mezzo della campagna di Cureggio, paesino poco conosciuto dell'alto novarese. La scelta della coppia è radicale e guidata da una consapevolezza fortemente esistenziale: tornare a produrre, dalla terra, il proprio sostentamento e crescere i prorpi figli in un contesto sano e moralmente integro. Tutto ciò che viene consumato nell'agriturismo è prodotto e trasformato internamento o da aziende agricole e cooperative locali. Il compito di un buon agriturismo non è costruire una facciata gradevole per il turista ma rappresentare al meglio il proprio territorio.
Dalla terra alla tavola (parte 2). La cipolla di Cureggio e Fontaneto, un'utopia che diventa realtà.
Gianluca Zanetta parte dai documenti storici che attestano l'area di Cureggio come fortemente connotata dalla produzione agricola di patate e cipolle. In particolare la cipolla era commercializzata con un marchio di provenienza, che le permetteva d'essere maggiormente apprezzata sul mercato. A partire da questa scoperta, ottiene che una studentessa in stage alla Cappuccina, proveniente dall'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, incentri la sua tesi sulla cipolla e sul percorso necessario per farla riconoscere come Presìdio Slow Food. Grazie poi al sodalizio con la Pro Loco del vicino paese di Fontaneto d'Agogna la piccola produzione, avviata per le necessità dell'agriturismo di Gianluca, si struttura in gruppo di 26 giovani e piccoli produttori. Attratti dall'opportunità economica e dal progetto di recupero i giovani tornano alla terra sottraendo all'oblio questo prodotto di eccezionale pregio. Gianluca si sofferma poi sulle qualità della cipolla, eccezionale in cucina, ma utile anche vicino al letto, in caso di raffreddore!.
Eusebio Francese, Cascina Canta (parte 1). Investire e sperimentare per migliorare.
Quello di Eusebio Francese è un racconto corale che attraversa quasi un secolo di storia. Nato nel 1925 in Francia e trasferitosi con la famiglia, a soli quattro anni, nel cuore risicolo della Pianura Padana, parla del suo rapporto con l'agricoltura segnato dalla sperimentazione e da un ingegno fuori dal comune. Inizia acquistando il suo primo frigorifero, finalizzato ad aumentare la produzione di burro, chiedendo soldi in prestito, un'eresia in un mondo contadino che considerava il debito eticamente inaccettabile.
Eusebio Francese, Cascina Canta (parte 2). Coltivare senza diserbanti.
Eusebio Francese, un antesignano della rivoluzione verde caratterizzata dall'uso di pesticidi e concimi chimici e volta a sviluppare un modello agricolo intensivo, è il primo ad abbandonare questi metodi. Torna a un'agricoltura priva di sostanze chimiche nocive e alle varietà di riso meno produttive ma migliori sotto il profilo organolettico e alimentare. Progetta e fa realizzare su idee originali il suo essicatoio per il riso e la macina in pietra per il granoturco.
Eusebio Francese, Cascina Canta (parte 3). Storia del riso Maratelli.
A una varietà di riso su tutte è dedicato il racconto più intenso, il riso Maratelli, un cereale fantastico da ogni punto di vista, abbandonato dal mercato per varietà più produttive. Eusebio, dopo aver ottenuto dalla famiglia Maratelli il permesso di recuperare il marchio, si dedica anima e corpo nel restituire vita a questa varietà scomparsa dal mercato. Da vero appassionato delle varietà anctiche guarda al di là della resa per ettaro, concentrandosi sulle caratteristiche organolettiche di ogni varietà di riso.
Il fagiolo di Villata. Un fagiolo da salvare.
Nato e cresciuto nella campagna vercellese di Villata, Umberto Uga ha conosciuto la fatica del lavoro da bracciante sin dalla tenera età. Umberto, "figlio della candelora", ha poi vissuto la fase di spopolamento delle campagne. Dopo una vita trascorsa presso un'azienda manifatturiera, giunto all'età della pensione, Umberto non dimentica le sue origini contadine: rimette in sesto la Società di mutuo soccorso e fa suo il messaggio di Carlo Petrini legato alla conservazione delle specie antiche, di preservare la biodiversità che ha reso ricca la nostra agricoltura per secoli. Alla memoria riaffiora la fasola che da bambino gustava schiacciata e "condita" nel suo fazzoletto. Inizia così un'operazione di recupero della fasola di Villata, un legume con qualità straordinarie ma molto difficile da coltivare a causa della sua "pigrizia". Il fagiolo deve essere seminato alla base di una nascente pianta di mais che crescendo trascinerà anche la pianta di fagiolo. Anche la raccolta non può che essere effettuata manualmente tra i filari di mais. Il racconto di Umberto è ricco anche di riferimenti a piatti e alimenti che hanno fortemente caratterizzato la dieta contadina della pianura vercellese: le rane, il mais, le oche, il maiale, le vacche.
La passione per la terra. Mattia e la coltivazione della cipolla.
Mattia Giustino, studente in Enologia, ha una passione sfrenata per la terra e per i suoi frutti. Non ha paura di "sporcarsi le mani" per raggiungere gli obiettivi che si pone. Inizia quasi per caso la sua coltivazione sperimentale della cipolla bionda di Fontaneto e Cureggio: nel volgere di tre anni passa da una coltura familiare a una piccola produzione artigiana. Si cimenta nel recupero delle tradizioni e dei saperi contadini cercando nella memoria dei suoi avi gesti e parole perdute nei passaggi generazionali. Sogna un futuro a contatto con la terra, con o senza la cipolla del Presìdio.
Rane, la carne della risaia (parte 1). Un sessantottino a caccia di rane nel novarese.
Mauro Caneparo, dopo 35 anni da informatico in Pavesi, ritrova la sua libertà e le sue vecchie passioni, troppo a lungo accantonate. Il suo ricordo degli anni successivi alla Seconda Guerra mondiale è nitido: povertà, fame e aimentazione ripetitiva. Le rane sono entrate in lui fin dalla più tenera età attraverso il latte materno segnando a vita i suoi gusti alimentari. Andare per rane per Mauro è come andare per funghi o per tartufi: è tuto un segreto. Dalle tecniche di cattura ai posti migliori tutto deve essere conservato entro i confini famigliari.
Rane, la carne della risaia (parte 2). Dal tempo quotidiano al tempo festivo.
Mauro Caneparo, le rane, ha imparato a cucinarle in tutti i modi: fritte, in umido, persino ripiene. In estate le rane venivano anche fatte in carpione per consentire all'aceto presente nel carpione di cuocerle e conservarle nonostante le alte temperature. Oggi la carne dei poveri è stata sostituita nel quotidiano dalla carne vera, di vacca, di maiale, di pollo portando le rane ad occupare una posizione differente nel nostro paniere alimentare. Nascono così sagre e altri eventi che fanno della rana un cibo festivo.

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