Videointervista a Giovanna Pero Verzetti (2° parte)

  • Giovanna Pero Verzetti
    Videointervista (Piero Raiteri) a GIOVANNA PERO VERZETTI (1937), casalinga, Alessandria, 20.5.2015 (SECONDA PARTE)
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    Ogni famiglia allevava un maiale per uso alimentare, a macellarlo veniva poi il masaghen, uno di fuori
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    Tutti coltivavano l’orto per avere verdure ad uso domestico. Tanti cavoli: ina muntagna’d vèrz!. con la neve si frollavano bene, e allora, insalate con acciuga e cavoli tritati, ma anche sancrau con i salamini
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    Con i pomodori dell’orto d’estate si faceva la salsa in casa, cuocendola a lungo nella caudera. Erbe dei campi sì, specie i denti di cane. Quelli che avevano le vacche nella stalla facevano anche il burro
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    Tanti pescavano in Tanaro, con la barca o burcé. Le carpe messe in carpione
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    C’erano anche i cacciatori, che poi andavano a vendere in città le lepri abbattute
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    Non mancavano i cercatori di tartufi (trifule) e di funghi, come le spugnole (springori)
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    C’erano anche i cantori, che cantavano stornelli ma anche arie d’opera, come suo zio Niculon. Qualche donna cantava gli strambotti (stramòt) ma lei non li ricorda
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    Tra i mangioni del paese si distingueva Mariu der Plicon, alto e magro, insaziabile!
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    Intervista sui blasoni popolari: i Taschet di Casalbagliano e i Ciflon dra Vila
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    La pietra di Santa Varena nella facciata della chiesa, considerata terapeutica contro il mal di schiena
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    Pane di Natale: sì, ma non ricorda