Videointervista a Giuseppe Verzetti - Gipòt (2° parte)

  • Giuseppe Verzetti
    Videointervista (Piero Raiteri) a GIUSEPPE VERZETTI Gipòt (1925), contadino, Villa del Foro, 22.5.015. (SECONDA PARTE)
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    Cunvinè voleva dire aggiungere bicchiere di vino nelle minestre (sirbì)
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    Agnolotti di stufato a Carnevale: si comprava la carne di cavallo a Solero
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    Si mangiava anche il gatto, d’inverno: si teneva 8 gg. nella neve poi si faceva stufato e si consumava in una ribòta fra amici. Una pentola piena di coniglio e un’altra di gatto
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    In paese c’era anche chi andava a disotterrare le bestie morte di parto (vitelli, fassoni)
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    Salamini di vacca
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    Si era poveri, ma onesti e allegri!
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    Erbe commestibili: duneti, dencc’d can, sicòria selvatica, sarzet, vertiz o brasabòsc
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    Pane nero, solo in tempo di guerra, per razionamento. Berbaià o segale: si metteva come beverone alle bestie da stalla, per dar loro energia
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    Pesca nel fiume: 10-12 burchielli in paese. Si pescava con la bilancia, con il pusau (rete a strascico, a sacco, con manico lungo 3-4m), gli anasòt e i bartavé
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    In Belbo, all’imbocco col Tanaro, si pescavano molti stricc buoni in frittura e messi in carpione